Parassiti interni

Sarcocystis Spp.

Un nuovo articolo del Blog della cinofilia inerente al parassita Sarcocystis Spp.
Scopriamo insieme di cosa si tratta e come fare per prevenirlo.
sarcocystis Spp-blogdellacinofilia-eteamdog

Ciclo vitale

Questo parassita è caratterizzato da un ciclo dixenico e il metodo di trasmissione del parassita avviene attraverso il sistema preda-predatore, dove l’ospite definitivo è un carnivoro, in genere cane e gatto, ma potrebbe anche essere l’uomo (parassita zoonosico), mentre l’ospite intermedio potrebbe essere un suino, un ovino o un bovino.

Sia l’ospite intermedio che l’ospite definitivo variano in base alla specie del parassita:

  • S.suihominis (o.i. suino; o.d. uomo)
  • S.bovihominis (o.i. bovino; o.d. uomo, primati)
  • S.bovicanis (o.i. bovino, bufalo, bisonte; o.d cane)
  • S.ovifelis (o.i ovino; o.d gatto)
  • S.ovicanis (o.i. ovino; o.d. cane)

Il cane potrebbe, quindi, infettarsi assumendo per via orale carni infette ed emetterà successivamente, attraverso le feci, delle oocisti già infette.

Diffusione del parassita

È alquanto elevata ma mancano dei dati numerici per poterne quantificare la diffusione

Sarcocystis nell’ospite intermedio

Dato che le oocisti emesse dal cane sono già infette, se le emettesse in un campo, dove potrebbero andare a pascolare degli animali da allevamento, potrebbero essere ingerite e, una volta assunte, migrerebbero nell’intestino.
Luogo nel quale avverrebbe la fuoriuscita dalle oocisti ingerite, di sporozoiti, che attraverso il torrente circolatorio raggiungerebbero le cellule muscolari, causandone formazione di cisti.

È proprio l’ingestione di muscoli che presentano cisti causate dagli sporozoiti, a causare l’infezione sia nel cane che nel gatto.

Sarcocystits Spp-blogdellacinofilia-eteamdog

Diagnosi

Nell’ospite intermedio si possono identificare le oocisti presenti nelle feci, attraverso il metodo della flottazione. Con tale metodologia di analisi si preleva innanzitutto, un campione di feci al quale verrà aggiunta una soluzione flottante (soluzione salina con diversa densità in base al parassita che si è intenzionati a trovare).

La miscela di feci e di soluzione flottante sarà poi filtrata con lo scopo di eliminare i detriti che non interessano, si travaserà in seguito, il tutto in una provetta che verrà successivamente centrifugata con lo scopo di far flottare le uova che verranno infine analizzate al microscopio.

Nell’ospite intermedio, in caso di forte infezione, le alterazioni della muscolatura sono visibili ad occhio nudo.
In altri casi invece, è possibile osservare la presenza di cisti lungo le fibrille muscolari unicamente al microscopio.

Prevenzione

È possibile inattivare le cisti attraverso la cottura delle carni a 60 °C per 20 minuti, a 70°C per 15 minuti o a 100°C per 5 minuti oppure, tramite il congelamento delle carni a – 4°C (48h); a – 20°C (24h).

 

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